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Frase del giorno 01/04/2014

What one believes to be true either is true or becomes true.

John Lilly

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natusvincere

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Frase del giorno 01/03/2014

The reward for working hard is more hard work.

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pinkies

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01/03/2014 · 1:00 AM

Le donne dello schermo

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni sosteneva di aver scritto I promessi sposi riscrivendo un antico manoscritto e migliorandone lo stile. Il manoscritto infatti, secondo Manzoni, conteneva troppe metafore e similitudini che rendevano la lettura del testo difficile e poco comprensibile, a causa soprattutto delle numerose similitudini: che invece di chiarire le cose le confondono.

Manzoni invece diceva che in un romanzo non é necessario scrivere in modo incomprensibile, e che non é necessario non farsi capire. Perché é sufficiente non far capire di chi si sta parlando. Cioé, non si deve capire quando i personaggi del romanzo appartengono unicamente alla fantasia dell’autore e quando invece fanno riferimento a persone reali.

Ad esempio se un romanzo rivolge una critica a qualcuno, o fa riferimento ad una persona reale, non si deve capire se si tratta di una critica rivolta ad un uomo potente contemporaneo, o ad un uomo qualsiasi con delle peculiaritá che, non solo lo rendono riconoscibile, ma anche molto apprezzato dagli altri.

La tecnica per non far capire di chi si sta parlando, é quella di attribuire i difetti e le colpe dell’uno all’altro. In un gioco di schermi che servono come copertura per la persona a cui si  fa riferimento nel romanzo. Si tratta di una tecnica utilizzata anche da Dante Alighieri. Ad esempio nel libro: Vita nuova. Dove, le donne dello schermo servono per coprire l’identitá della donna che Dante ama davvero: Beatrice. E nel libro, due donne hanno la fortuna di veder indirizzati a loro i sentimenti che Dante prova per Beatrice che, secondo Dante é una donna perfetta. Tanto da avere il merito, nella Divina commedia, di aiutare Dio a migliorare il paradiso.

Dante_Alighieri

Ed in questo modo puó succedere che nei romanzi ci siano riferimenti nascosti a persone reali, che vengono riconosciuti da chi legge il libro. Ma nel gioco degli schermi e dello scambio delle caratterizzazioni puó succedere che un uomo che nella realtá é molto autoritario appaia in un romanzo come una persona semplice e gentile o che un bullo venga raffigurato come un campione. Mentre ad un ragazzo timido, puó succedere di essere raffigurato come un attaccabrighe o un prepotente.

Ma se un uomo di potere si riconosce nel romanzo e si arrabbia per la reputazione che gli viene attribuita, e l’autore si avventura in un ulteriore gioco per stuzzicare la reazione dell’interessato, alla fine l’autore puó scoprire di essersi sbagliato e che ad avere un brutto carattere deve essere sicuramente qualcun’altro. Fugando cosí anche qualsiasi dubbio su chi sia potente ed autoritario.

Marco Marazzo

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