La ragione che ha caratterizzato la crisi nella provincia di Bolzano, dalla quale provengo, è più facile da spiegare che per il resto d’Italia.
Tutto è dipeso dalle richieste degli altoatesini di lingua tedesca, che in provincia hanno quasi un monopolio politico. Si è trattato per lo più di richieste economiche, politiche e di autonomia per la provincia. Una tipologia di richieste (strana). Che in altri paesi non sarebbe stata tollerata, e che Roma invece, ha concesso ai tedeschi dell’Alto Adige.
Il problema maggiore è che il prezzo delle richieste degli altoatesini tedeschi è poi stato scaricato sugli italiani. Infatti nella provincia di Bolzano per un italiano (rispetto ad un altoatesino di lingua tedesca) è molto più difficile avere una ragazza, farsi una famiglia e trovare un lavoro che gli permetta di pagarsi da vivere. In altre parole i tedeschi rafforzano le loro posizioni e fanno pagare il prezzo agli italiani.
Quando gli italiani non ce la fanno più a pagare, agli altoatesini di lingua tedesca sembra una cosa stranissima l’ipotesi di dover pagare il proprio conto.
Austria, Germania ed Italia, dovrebbero rivolgersi agli altoatesini di lingua tedesca per capire cosa ha aggravato la crisi.
Se non cerchi uno scontro, non crei (per decenni) problemi alle persone per quanto riguarda gli aspetti fondamentali della vita personale.
Internet ha creato un mondo nuovo ed ha cambiato le nostre abitudini perché è un mezzo che ci mette in contatto con un’enorme quantità di informazioni e ci da la possibilità di parlare ogni giorno con altre persone. Talvolta anche in una lingua diversa dalla nostra, quando queste persone vivono in altri paesi, magari distanti dal nostro.
E’ una situazione che ha creato un mondo nuovo nel quale è diventato molto più importante conoscere bene l’inglese, e nel quale capita quotidianamente di confrontarsi con persone che hanno uno stile di vita e delle abitudini molto distanti dalla nostre.
La seconda lingua
In Italia già oggi è normale imparare a scuola una seconda lingua. Ma questa abitudine già radicata nel nostro sistema scolastico, per via dei cambiamenti che si sono imposti nella nostra società, va adesso aggiornata e migliorata. L’inglese infatti è diventata una lingua che usiamo quotidianamente ed è quindi importante impararla meglio.
Secondo me bisogna scommettere su un sistema scolastico bilingue come avviene per esempio in Svezia, dove alcune materie non si insegnano nella lingua madre, ma si insegnano nella seconda lingua. Ed il risultato è che i ragazzi imparano molto bene l’inglese.
Il compito della scuola italiana deve essere quello di aggiornarsi e di restare al passo coi tempi.
In Italia ci vuole un sistema scolastico nazionale uguale per tutti, senza differenze fra una regione e l’altra. Ed alcune materie devono essere insegnate in lingua inglese, per dare agli studenti la possibilità di impararlo bene, tenendo presente che gli studenti che hanno maggiore difficoltà non devono essere esclusi o emarginati, ma devono essere aiutati fino a quando non raggiungono un livello di preparazione sufficiente.
L’Alto Adige resterebbe l’unica eccezione. Ma solo perché la lingua insegnata deve essere il tedesco e non l’inglese.
Mentre il sistema scolastico attualmente vigente in Alto Adige è un esempio da non seguire e va cambiato introducendo le scuole bilingui. Perché a Bolzano il problema della “lingua” è stato strumentalizzato. Ed attualmente non ha molte funzioni se non quella di dividere in modo non equo, attraverso un sistema di schedature, le risorse ed i diritti degli abitanti della provincia di Bolzano. Nei 30 anni che ho vissuto a Bolzano, schedato come “italiano”, ho goduto di un numero molto ristretto di diritti fra i quali mancava quello di avere una vita normale e una vera rappresentanza politica.
Spero che in futuro le cose cambino.
Il mondo nuovo
Internet ci mette in contatto diretto con siti e persone di ogni parte del mondo. Ed è un aspetto importante della società moderna, perché è un mondo nuovo, nel quale tutti gli esseri umani sono legati fra loro. E nel quale due persone geograficamente molto distanti, con uno stile di vita ed abitudini molto differenti, possono entrare in contatto e confrontarsi l’uno con l’altro.
L’economia e lo sviluppo economico rendono solide le fondamenta di uno stato moderno. Ed anche l’Italia deve avere come obiettivo il rafforzamento delle proprie fondamenta.
Si tratta di un obiettivo possibile, che è composto da diversi punti importanti correlati fra loro. I punti sono: crescita economica, lavoro qualificato, sicurezza, diritti fondamentali, distribuzione del reddito ed identità nazionale.
Crescita Economica.
L’Italia deve avere come obiettivo una crescita economica del 3% all’anno.
Lavoro Qualificato
Il lavoro qualificato è un mezzo per crescere economicamente. Ma deve essere anche un obiettivo per uno stato moderno. In Italia servono più posti di lavoro per chi si laurea e per chi è qualificato dal punto di vista delle competenze.
Sicurezza
In Italia ci vuole più sicurezza. In particolare deve essere garantita la sicurezza di chi lavora.
Distribuzione del Reddito
La distribuzione del reddito è importante ma il reddito pro-capite lo è di più.
In Italia la classe media deve essere maggiormente tutelata, perché l’attuale forma di redistribuzione del denaro è troppo aggressiva e finisce per indebolire tutto il sistema economico italiano. Agli italiani invece deve essere concesso il diritto di lavorare e creare posti di lavoro.
Diritti Fondamentali
I diritti fondamentali degli italiani devono essere tutelati. Prima di pensare ai diritti particolari di pochi è importante considerare i diritti fondamentali di tutti gli italiani.
Identità Nazionale
In Italia la politica è dettata da Roma. Ma si tratta di una politica debole che per sopravvivere ha bisogno di creare divisioni artificiali fra gli italiani. Con una capitale diversa, come per esempio Bergamo, potremmo avere un’identità più moderna indirizzata al progresso.
Oggi, come nel 1992, Roma deve avere l’umiltà di chiedere aiuto e farsi aiutare.
L’Italia ha bisogno di una capitale. E Roma nel corso della nostra democrazia non si è rivelata adatta a svolgere questo ruolo.
Il motivo principale (ma non l’unico) è che Roma non crede nelle leggi che produce. E non è poco, poiché Roma si trasforma in un ostacolo per quella parte del paese che desidera la normalità, che è poi la parte del paese che più mi piace.
Roma è una città d’arte fantastica, ma non dimentichiamo che altre città nel corso della storia d’Italia hanno svolto il ruolo di capitale come Torino (1861) e Firenze (1865). Dal canto suo Roma è perfetta per accogliere chiunque visita il nostro paese, compresi i capi di stato di altri paesi. Mentre come capitale a me piace immaginare un’altra città. Una città capace di governare in modo pratico, votata al lavoro e disposta a credere in un progetto.
Io credo sia necessario un compromesso. A Roma potrebbe essere lasciato il titolo formale di capitale, mentre il governo del paese ed i palazzi del potere dovrebbero trovarsi in un’ altra città che dal mio punto di vista non dovrebbe essere la capitale economica.
In molte altre nazioni nel mondo, la capitale viene scelta in modo strategico. Una strategia della quale ci sarebbe bisogno anche in Italia.
In questo senso Bergamo sarebbe una scelta perfetta. La migliore secondo me. E’ una città con i fondamentali, disposta a credere in un progetto, e con molti altri pregi che la rendono idonea a svolgere un ruolo di questo tipo.
La mia opinione è che l’Italia ha bisogno di una capitale.
Vorrei vedere il mio progetto prendere forma il più velocemente possibile. E vorrei poter presto fondare un partito.
A dire la verità mi sarebbe piaciuto potermi candidare già alle attuali elezioni politiche, anche se sapevo sin dall’inizio che non sarebbe stato possibile a causa delle troppe difficoltà e dei tempi troppo ristretti per compiere un passo così importante, per il quale è necessaria un’imponente organizzazione.
Il mio percorso in ogni caso continua, e ringrazio tutte le persone disposte a sostenerlo.
Adesso la mia priorità è promuovere il mio blog per condividere e far conoscere le mie idee al maggior numero possibile di persone.
Chi vuole aiutarmi può aggiungere nel proprio sito: un Link al mio Blog o un Banner. Basta copiare ed incollare il codice HTML.
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Tutto quello che so sulla crisi è che Roma negli anni 70 ha stabilito in accordo con Austria e Germania che gli italiani in Alto Adige erano una sacca di resistenzache poteva essere abbattuta.
I tedeschi nel rispetto delle regole che gli erano state imposte hanno gradualmente ripreso la loro posizione dominante in Alto Adige. E gli italiani che credevano nell’Italia come nazione sono gradualmente scomparsi dall’Alto Adige.
Oggi Roma stessa è una sacca di resistenza.
Io sono convinto che l’Italia possa essere ricostruita.
Il senso della legge elettorale è consentire a chi vince di governare.
Durante la nostra democrazia ci siamo abituati ad una condizione di costante instabilità, nella quale per un governo concludere una legislatura è considerato un record e questa è un’abitudine che dobbiamo perdere.
Bisogna comprendere il valore della stabilità e dare la possibilità a chi vince di governare.
Serve una legge elettorale che sia semplice e trasparente e che consenta al partito o alla coalizione che vince di ottenere un premio di maggioranza che permetta di ottenere la maggioranza sia in parlamento che in senato.
In passato il potere politico in Italia è stato frazionato in un alto numero di partiti per i quali è risultato impossibile incidere. Ma si è trattato di un errore da non ripetere poiché è dannosodisperdere energie in divisioni inutili.
Se verrà scritta una nuova legge elettorale si deve mantenere uno sbarramento del 5% (almeno) per prevenire un inutile proliferare di partiti.
Ma questo accorgimento da solo non è sufficiente. Serve anche un premio di maggioranza per la coalizione (o il partito) che prende più voti alle elezioni. Anche vincere le elezioni per un solo voto deve essere sufficiente per avere la maggioranza sia in parlamento che in senato.
In italia il sistema politico ideale è il bipolarismo o un sistema con tre coalizioni (o partiti) che si contendono il governo del paese. Le coalizioni devono essere formate in modo che siano stabili e solide e devono condurre l’italia verso il rafforzamento sociale ed economico e verso lo sviluppo.